Stupro di Pimonte, aderiamo alla richiesta di dimissioni del sindaco

di Viviana Pizzi

Novità giudiziarie non ce ne sono. E nemmeno politiche. Il sindaco di Pimonte (Napoli), Michele Palummo, quello ormai conosciuto in tutta Italia per aver definito come “bambinata” lo stupro di una sua concittadina di 15 anni da parte del suo fidanzato e di altri 11 aggressori, resta ancora al suo posto. Ha fornito le sue spiegazioni a Repubblica e, non avendo alcun tipo di opposizione in consiglio comunale, crede che basti così per lavarsi la coscienza. Per non aver mostrato empatia nei confronti di una ragazza che è stata vittima di uno stupro di gruppo, non di una bambinata. Si perché a nostro parere, bambinata è suonare alla porta di sconosciuti e scappare via allegramente. Bambinata è tirare la sabbia sul lettino del vicino di ombrellone che ci sta poco simpatico. Bambinata è infilarsi un cioccolatino nella borsa, rubandolo a casa dei propri nonni distratti. Queste si che  sono bambinate. E magari chi le commette merita un rimprovero consono a quello che ha fatto.

Uno stupro di gruppo non è una bambinata. Ma un crimine orrendo che può cambiare per sempre la vita di chi lo subisce. Può provocare una serie di disturbi nelle vittime che sono curabili solo con apposite terapie. Dall’insonnia ai disordini alimentari fino a passare, nei casi più gravi, al suicidio o al tentativo di porre fine alla propria esistenza. Per questo crediamo che rovinare la vita di una ragazza o anche di una donna non possa essere considerato una bambinata.

Ma come risponde Michele Palummo a tutto questo? Vi riporteremo nuovamente le sue parole:

Intendo – scrive Palummo in una nota affidata a Repubblica  prima di ogni altra cosa-porgere le mie più sentite scuse alla nostra giovane concittadina, alla sua famiglia e all’intera cittadinanza per aver utilizzato, durante l’intervista a La 7, un’espressione infelice, assolutamente impropria e che non era affatto riferita a quanto le è purtroppo capitato. E’ un’espressione che non rispecchia affatto il mio pensiero, in quanto condanno, per principio, ogni forma di violenza e di sopruso, tanto più se perpetrata contro una giovane donna; ho condannato l’episodio quando è successo lo scorso anno e continuo a ritenerlo oggi un fatto quanto mai grave. Ho 73 anni, sono padre e nonno di tre nipoti, ma soprattutto sono stato insegnante per ben 40 anni e la mia vita sono una chiara ed evidente testimonianza dei valori in cui credo e per i quali ho vissuto e continuo a vivere. Intendo, inoltre, ribadire che Pimonte è un paese pulito, sano, fatto di persone perbene, di onesti lavoratori”.

La violenza capitata -conclude – che condanno senza mezzi termini, rappresenta un caso isolato, sicuramente una pagina buia della nostra storia. Ma non abbiamo intenzione di arrenderci, lavoreremo instancabilmente per migliorare il tessuto sociale della nostra comunità e per evitare che episodi del genere si ripetano in futuro”.

E’ questa una risposta che mira a cancellare il concetto che ha espresso nella trasmissione di La 7. Ben sapendo che le richieste di dimissioni non arrivano certo dal  comune che amministra. 

Lo screen che ci ha inviato una lettrice dimostra chiaramente cosa pensano a Pimonte dell’intromissione della stampa nazionale e delle associazioni femministe sul caso. Il commento è di qualche giorno fa e significa letteralmente: perchè non vi occupate dei fatti vostri? Ma io non li capisco, guardatevi le corna della casa vostra. Un commento che ha beccato circa una ventina di like e che rappresenta la voglia di chi vuole tornare nell’anonimato a farsi i fatti propri. Ma le associazioni femministe non ci stanno. E noi con loro. Una di queste, maison Antigone, ha lanciato proprio in queste ore una petizione di firme su change. org. Rivolta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Presidente della Camera Laura Boldrini e al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

“Contro le affermazioni gravemente sessiste del Sindaco di Pimonte – si legge nel testo –  chiediamo le sue immediate ed irrevocabili dimissioni perchè offensive della dignità della vittima minorenne nonché della dignità di tutte le donne“. 

Finora la richiesta ha raggiunto un numero considerevole di firme. Potrebbe non bastare a ottenere l’effetto sperato. Ma noi di MoliOne abbiamo deciso di aderire anche per far capire, seppur simbolicamente, che per noi lo stupro non può essere definito una bambinata. E da oggi in poi aderiremo a tutte le iniziative volte a tutelare la vittima di questo orrendo delitto. Che purtroppo è scappata in Germania per cercare di dimenticare la sua condizione di ragazza violata ed emarginata dal proprio paese.  Chi volesse aderire può farlo cliccando qui

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Un commento su “Stupro di Pimonte, aderiamo alla richiesta di dimissioni del sindaco

  1. Simona D'Aquilio il said:

    Sono la Vicepresidente di Maison Antigone e vi ringraziamo per la vostra attenzione e solidarietà. Noi andremo avanti. Non ci fermeremo. Ormai siamo uno tsunami che travolgerà il Sindaco di Pimonte

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